A Bill of Rights for Users of the Social Web
Pubblicato da sonialombardo su Settembre 15, 2007
A proporre la carta dei diritti degli utenti del social web è prorio un blog: Open Social Web, di Joseph Smarr, Marc Canter, Robert Scoble, Michael Arrington, pionieri del Web 2.0.
Nemmeno a dirlo questa dichiarazione dei diritti sulla condivisione delle idee e la libertà di accesso alle informazioni, arriva dagli Stati Uniti. Non è un caso se tutti, o quasi, i siti di giornalismo partecipativo, quello che nasce dal basso, fatto dagli utenti del web, siano stranieri. Partendo dal primo, il coreano Ohmynews che ha anche una versione in inglese, all’ultimo di cui si parla tanto nei blog, il canadese NowPublic che in soli dodici mesi è riuscito a raccogliere più di 120.000 cyber reporter, in 140 Paesi e in più di 400 città. L’ambizione di NowPublic, come conferma il suo fondatore Leonard Brody, è di diventare la principale agenzia di stampa mondiale.
E l’Italia? L’Italia non entra nemmeno nel dibattito sul confronto tra i due modi possibili di fare giornalismo. Eppure l’innovazione culturale e, come dimostrano gli ultimi avvenimenti, anche politica, passa dalla partecipazione. Per quanto i media tradizionali abbiano tentato di ignorarlo, l’evento che ha caratterizzato il 2007 è sicuramente il V-Day. Il blog di Beppe Grillo, l’unico italiano che si piazza ai primi posti della classifica mondiale dei più visitati, è riuscito a portare in piazza, in tutte le piazze del paese, centinaia e centinaia di persone. Indipendentemente dalle opinioni di ciascuno, a scatenare il terremoto nella politica di oggi, è stato il web sociale.
Per quanto ci si ostini a rimanere bloccati nelle categorie del professionismo, l’informazione cambia percorsi: passa attraverso i commenti dei lettori della rete e non rimane fine a se stessa. Qual’è allora il ruolo del giornalista? Certo non sta a me rispondere, ma ancora una volta è chi crede nella partecipazione a proporre tutti i giornalismi possibili
Questo post è stato pubblicato il Settembre 15, 2007 a 8:12 am ed è archiviato in Blogroll. Contrassegnato da tag: news, socialnetwork. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.



berny detto
>a scatenare il terremoto nella politica di oggi, è stato il >web sociale.
intanto, non mi pare ci sia alcun “terremoto”, meno che mai nella politica nostrana; poi, questa storia di mr. grillo ha poco a che fare col web sociale in se’, in quanto lui ha solo (abu)sato del traffico sul proprio blog e rimbalzi vari a scopo personale, in fondo, non ha certo contribuito allo svilupo del socialita’ online ne’ e’ mai stato interessato a farlo
che poi il ruolo del giornalista cambi grazie e a causa del social web e’ un fatto evidente, ma trovare nuovi sentieri di giornalismi possibili non ha nulla a che fare con scorciatoie tipo pseudo-populismo o primedonne